16 ottobre 2018

"Amica"

C’eravamo, ci siamo e ci saremo tanto amati.

Nel parco di una villa, Olivia (figlia dei padroni) e Valerio (figlio di giardiniere e cameriera) si scambiano, a cinque anni, il primo bacio di una serie lunga vari decenni. Ma se vi sembra l’inizio di una tenera favola vi sbagliate di grosso. Attraverso la storia di questa coppia sbilenca – la parte ricca (lei da piccola, lui da grande) conta sempre di più – Caterina Bonvicini è molto brava a intrecciare minimalismo (i sentimenti) e massimalismo (le rispettive vicende familiari e quelle dell’Italia tra gli Anni 70 e oggi). Lieve nella forma, profonda nell’introspezione, l’autrice fa parlare in prima persona il protagonista maschile. Un “c’eravamo tanto amati” che passa dalla grassa Bologna alla Roma della Banda della Magliana, proseguendo per Tangentopoli e ogni tipo di volgarità che il denaro facile comporta. In mezzo ci sono loro, Olivia e Valerio, che rimangono puri come quel primo bacio, come quell’amore a cui non riescono (per fortuna) a resistere.

Pietro Cheli

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